Campagna Fallo più sicuro

Spagna: Registro delle nuove infezioni HIV

LA SPAGNA ED IL REGISTRO DELL'AIDS SE LA SCELTA E' TRA PRIVACY E SALUTE Non sarà un'anagrafe dei sieropositivi, promette il direttore del Piano nazionale contro l'Aids, Tomás Hernández Fernández giovedì 19 agosto 2010 - Corriere della Sera Dopo dieci anni di riflessioni, almeno cinque sentenze del Tribunale costituzionale e la sensazione che comunque la diatriba non finisca qui, la Spagna ha sciolto le riserve e seguito l'Europa, lasciando sola l'Italia: entro il 2011 disporrà del suo primo registro generale delle nuove infezioni da Hiv. Non sarà un'anagrafe dei sieropositivi, promette il direttore del Piano nazionale contro l'Aids, Tomás Hernández Fernández. Intende tranquillizzare le associazioni di volontariato sociale e le organizzazioni non governative, preoccupate da un'eventuale schedatura degli infettati e da una fuga nella clandestinità di chi anche solo sospetta di esserlo. Ma è chiaro che nessuno può davvero garantire l'assoluta tenuta stagna di informazioni catalogate, per quanto riservate esse siano. Così come nessun ingegnere può giurare che una diga non si creperà mai. Semplicemente la Spagna, come il resto d'Europa eccetto l'Italia, ha scelto tra i rischi rappresentati dal virus da immunodeficienza umana per la salute pubblica e quelli di una deprecabile violazione della privacy. E ha deciso che una radiografia della situazione è indispensabile per individuare i collettivi più esposti e quantificare il reale pericolo di contatto con il virus. In base ai dati disponibili, e relativi finora soltanto a otto comunità autonome su diciassette (un terzo della popolazione), si stima che siano infettate dal virus Hiv tra 120 mila e 150 mila persone in Spagna. Secondo Hernández Fernández, «un uomo ogni dieci tra quelli che hanno rapporti sessuali con altri uomini può essere stato contagiato»: un dato in grado di allarmare la comunità gay, ma forse a torto, perché mancano statistiche attendibili. Saperne di più è nell'interesse di tutti, incluse le categorie che temono maggiormente di essere giudicate e isolate. Ma le informazioni personali sono come provette da laboratorio, da maneggiare con attenzione e rispetto, perché una piccola distrazione può provocare danni irreparabili.