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L’Hiv torna a crescere E ricompare la sifilide

di LUCIANO BORGHESAN da LA STAMPA
Torino - Conosco tante persone che hanno contratto l'HIV, e le loro famiglie non lo sanno», dice la responsabile dell'Ambulatorio generale di Malattie infettive e tropicali, delle Epatiti croniche e dell'Infezione da HIV dell'Amedeo di Savoia, Caterina Bramato. Stiamo parlando anche di giovani. Capita che anche chi dovrebbe, pur avvertito, non voglia aprire gli occhi. Questa è una storia vera: da un esame medico su alcuni ragazzi, si scopre che un paio sono infetti. Che fare? Avvisare i genitori? Il dottore si rivolge anche alla scuola frequentata dai due studenti, ma il preside rifiuta di credere che nel suo istituto possano esserci allievi contagiati. Eppure la presenza di cani antidroga all'uscita dovrebbero far pensare che la polizia non è lì per caso. Continuano a crescere le infezioni da Hiv-Aids, e ci sono anche persone affette da sifilide. Nel 2008 il primo segnale di allarme in Piemonte: 322 nuovi casi. Nel 2009 il numero conferma il dato - ancora da ufficializzare - sopra i trecento. E prima? 260 nel 2006, 307 nel 2007 (1200 in tutt'Italia). La curva era scesa a 257 nel 2004 (nel 2001 erano stati 332 i malati). «Si vive di più perché le cure sono efficaci ma non si può abbassare la guardia», dicono gli esperti preoccupati anche dal fatto che il 40% scopre di essere sieropositivo in ritardo, dopo che si è già avuta una grave compromissione del sistema immunitario. Chiara Pasqualini, responsabile del Servizio di epidemiologia delle malattie infettive all'azienda sanitaria di Alessandria, continua a predicare «attenzione» perché «in questa situazione fisica, debilitata, l'efficacia dei trattamenti ha meno probabilità di successo». Quasi settemila i piemontesi (di cui il 15-20% stranieri) che vivono nella nostra regione con l'infezione da Hiv/Aids. In Italia si calcola che siano 120-130 mila. Su cento, le nuove diagnosi riguardano 75 maschi e 25 donne. Tra i 19 e i 34 anni è più alto il numero di donne. In rialzo anche l'età: il 30% dei nuovi casi è over-45, e per un terzo sono stranieri. Come si trasmette l'HIV? Il 66% attraverso rapporti sessuali non protetti. Tra loro ci sono anche persone sposate, spesso il congiunto non è informato della malattia del marito o della moglie. Il 18% (era il 30 nel 1999) del contagio avviene fra tossicodipendenti che si scambiano siringhe non sterili. Il 44% sono eterosessuali, il 22 omo-bisessuali. Consigli: «E' fondamentale la prevenzione - dice Caterina Bramato -. Innanzitutto occorre adottare comportamenti responsabili: in caso di rapporti sessuali occasionali usare il preservativo; fare attenzione ai tatuaggi; non fare uso di droghe». Ed è bene sottoporsi ai controlli. All'Amedeo di Savoia e al Sant'Anna è possibile fare gli appositi test: sono anonimi, non c'è bisogno dell'impegnativa del medico, non si deve pagare alcunché e il responso si ha nel giro di due-tre giorni.